Lez 9: Placcaggio 3 – Gioco

Come si sviluppa e si trasforma il gioco attorno al placcaggio e cosa è un punto d’incontro?

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Abbiamo visto finora come si esegue il “placcaggio perfetto” e quali sono le regole per non incorrere nelle ire arbitrali durante l’esecuzione del placcaggio (rotolare via e lasciare la palla).

Tuttavia, poichè il gioco attorno al placcato e placcatore è continuo, possiamo immaginarci quanti giocatori, nelle loro vicinanze, vogliano impossessarsi “violentemente” del pallone per proseguire l’azione e andare a meta. L’area del placcaggio, in questo modo, è ad altissimo rischio di trasformazione in un “PUNTO D’INCONTRO e in particolare di UN RUCK (vedi lez 10). Il gioco in quest’area è concitato e pieno di confusione…

Quindi nel punto di placcaggio possono succedere principalmente 3 cose:

  1. il placcatore rotola via o si stacca dal portatore di palla quando ancora nessuno è arrivato sul punto, si rialza in piedi velocemente, si impossessa del pallone (che il portatore dovrebbe aver lasciato libero, e prosegue l’azione verso la sua linea di meta. Lui stesso o passandola ai suoi compagni.
  2. il Placcato, prima di cadere a terra o subito quando cade a terra, passa la palla a un proprio compagno a sostegno  (OFF LOAD) che viene dietro di lui e continua l’azione per andare a meta.
  3. Si forma una RUCK

Come esempio di queste 3 situazioni non ho trovato video decenti. In genere quando si parla di placcaggi si trovano compilation di placcaggi “mostruosi”, molti di essi pericolosi o e sanzionabili.

Metto invece un tributo a Ma’a Nonu. Uno splendido giocatore Maori degli All blacks. Lui è un numero 12, quindi, un “primo centro”. Ruolo che fa del placcaggio e della capacità di penetrazione il fulcro centrale della sua azione.

Ma’a Nonu è un “centro” fra i più penetranti e difficili da placcare. Un placcatore implacabile e molto aggressivo. Apprezzerete nel video gli Off Load,  la sua capacità di “rompere i placcaggi” e di placcare. Un protagonista di questo ruolo a livello mondiale.

Si capisce bene che il Rugby è un gioco senza respiro e incessante. La situazione al punto 3, ovvero un punto d’incontro, si verifica frequentemente anche se nel video non si vede molto per le caratteristiche del filmato che è un tributo a Ma’a Nonu.

Il gioco nei punti di incontro  è come un moto ondoso che si infrange su una barriera di difesa e che tenta di farla cadere. La squadra in attacco cerca di spezzare il fronte di difesa della squadra avversaria che continua, a sua volta, a placcare per fermare il gioco avversario fino a fermarlo,  e conquistare la palla (TURN OVER)

A questo proposito inserisco anche un grande video di Superrugby (torneo professionistico dell’emisfero Sud) dove Highlanders e Chiefs si contendono il pallone con Ruck e cambio di palla, turn over appunto, per 3 minuti fino a spuntarla….chi fra loro? scopritelo nel video. Ogni tanto il rugby può essere oltremodo faticoso, servono super atleti e chi farà meta alla fine… cadrà a terra sfinito.

La caparbietà delle due squadre che si fronteggiano con continue azioni di attacco e risposte di difesa a formare RUCK in successione  si definisce “MULTIFASE” e riprenderemo il concetto quando parleremo del RUCK appunto.

La prossima carta enfatizza 2 aspetti legati al punto d’incontro, sempre legati all’esigenza di permettere la dinamicità di gioco e salvaguardare l’utilizzo della palla.

  • NON CI SI GETTA SULLA COPPIA PLACCATO/PLACCATORE . Questo coprirebbe la palla e non potrebbe permettere la prosecuzione del gioco
  • NE CONSEGUE CHE I GIOCATORI INTORNO DEVONO ESSERE TUTTI SUI LORO PIEDI.

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Autore: Tiziano Galli

Ex - Giocatore di Rugby. Nel 2008 è co-fondatore del Rugby Club Castori Lugano. Dal 2010 al 2015 cura il settore giovanile del Rugby Lugano - LNA dove ricopre il ruolo di Dirigente/Vicepresidente. Presidente in carica dell'Associazione Rugby Svizzera Italiana. Nel 2015 fonda un centro RugbyTots per il Ticino (www.rugbytots.ch) con cui intraprende un programma di sviluppo del Rugby nei vari distretti Ticinesi. Dal Feb 2015 circa 500 bimbi e bimbe dai 2 ai 7 anni vengono coinvolti in corsi di motricità con la palla ovale. Con il Progetto Tutti Neri Ticino (vincitore Sanitas Challenge 2016-fase regionale) e l'Associazione omonima si è creata una piattaforma per lo sviluppo del Minirugby in Ticino di cui il blog minirugbyinticino è il mezzo comunicativo principale. Se sei un portatore sano di filosofia sportiva in età infantile e giovanile e vuoi sostenere le nostre iniziative chiama lo 0797926579 (Tiziano) o scrivi a tuttineriticino@gmail.com ci aiuterai a far crescere una disciplina sportiva che merita di essere valorizzata e sviluppata in Ticino!!

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