VOLERSI BENE …SENTIRSI BENE

Un breve viaggio nella terra di mezzo delle aspettative di bimbi e genitori…

mondorQuesto articolo è un elenco-promemoria per noi, genitori ed educatori, baluardi (si fa per dire!!) coraggiosi; chiamati a sostenere e interagire con i nostri bambini e le loro incertezze (talvolta vere e proprie tempeste).

In genere i genitori, nello sport, accompagnano i figli su due tipi di tracciato. Quello che conoscono per esperienze passate personali o lungo un percorso inedito seguendo i desideri dei bambini.

In entrambi i casi, sentieri lastricati di reciproche aspirazioni.  Le situazioni osservabili vanno, all’inizio soprattutto, da un estremo, il bimbo “molto dotato” all’altro  “per nulla portato allo sport”

Non è raro osservare una situazione posta lungo la linea, nella Terra di Mezzo…  e di giudicare il ragazzino/a con le lenti delle nostre aspirazioni o idee preconcette.

Troviamo per esempio bambini che pur adatti allo sport, non sono all’altezza delle aspirazioni degli adulti nel loro comportamento o risultati/miglioramenti ottenuti .

Gli adulti spesso si aspettano di trovare nei ragazzi sportivi sin dall’inizio, una serie di qualità assoluta: figli vincenti, coordinati, volitivi, coraggiosi, aggressivi, felici, altruisti, generosi, collaborativi, leader….etc. etc.

Impossibili già da trovare in un soggetto unico (specie se in formazione) mentre  la realtà è sempre un MIX di tratti forti e deboli, anche nei campioni.

Genitori e Educatori sono chiamati quindi ad “allenare”/migliorare tratti di carattere e comportamenti che reputano migliorabili, e non è detto che sia davvero così e in quel preciso momento.

Un’ altra variante di bambini è rappresentata da quelli che non mostrano una vera propensione allo sport pur frequentando gli allenamenti.  Svogliati e/o deconcentrati, in genere finiscono reietti e allontanati.

Nei bambini di 4 – 7aa, non sono infrequenti e qui subentrano le caratteristiche dello sport e della squadra. Possono essere vissuti con un certo disagio, essere tuttavia accettati. Talvolta si sbloccano ed è il motivo per cui si tengono nell’ambiente sperando in tempi migliori.

L’ultima situazione è forse la più interessante e sfidante:

Ogni tanto capita il Bambino che non riesce a essere all’altezza di un suo immaginario che spesso deriva dai suoi genitori. Il fatto di non essere all’altezza lo fa soffrire.

Il confronto nello sport è impietoso, un po’ mitigato in un contesto di squadra ma comunque presente. Vedere altri compagni più bravi è la norma ma, se consideriamo l’inizio di una attività sportiva va considerato il grado di severità con cui si giudica lui stesso e di mortificazione autoinflitta è un rischio concreto  di abbandono dello sport o di quella disciplina.

In una situazione di questo tipo si deve disinnescare la bomba e ricostruire le regole di “ingaggio” . Non assecondare la voglia di lasciare ma piuttosto favorire il “patto con se stessi” ed essere chiari anche con i genitori

E’ necessario fare in modo che il bambino  possa CONCEDERSI TEMPO*. Tempo per crescere, tempo per migliorare, tempo per riuscire.

Strategia difficile da realizzare ma sono gli adulti che devono dare ritmo all’attesa. Per questo, far capire al bambino che l’EDUCATORE ASPETTA è fondamentale e, quando il bambino migliora, evidenziare l’evento in positivo.

Infine, a corollario di questo enunciato…

Il bambino deve IMPARARE A SENTIRSI SODDISFATTO! Se neghiamo a noi stessi o al bambino i risultati positivi già raggiunti, e si spinge sempre a migliorare senza sottolineare il percorso, si crea un potente substrato di frustrazione, e una propensione all’ AUTOFRUSTRAZIONE che è peggio.

Il MANTRA del bambino che fa sport e si diverte è VOLERSI BENE – SENTIRSI BENE.

*= va sottolineato che concedersi tempo non è un atteggiamento passivo, semplicemente un lasciar passare il tempo ma, piuttosto, darsi del tempo in maniera attiva, rendendo consapevole il bambino attraverso atti conseguenti che l’impegno, il lavoro e l’esercizio ripetuti e protratti portano a risultati migliorativi.

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Autore: Tiziano Galli

Ex - Giocatore di Rugby. Nel 2008 è co-fondatore del Rugby Club Castori Lugano. Dal 2010 al 2015 cura il settore giovanile del Rugby Lugano - LNA dove ricopre il ruolo di Dirigente/Vicepresidente. Presidente in carica dell'Associazione Rugby Svizzera Italiana. Nel 2015 fonda un centro RugbyTots per il Ticino (www.rugbytots.ch) con cui intraprende un programma di sviluppo del Rugby nei vari distretti Ticinesi. Dal Feb 2015 circa 500 bimbi e bimbe dai 2 ai 7 anni vengono coinvolti in corsi di motricità con la palla ovale. Con il Progetto Tutti Neri Ticino (vincitore Sanitas Challenge 2016-fase regionale) e l'Associazione omonima si è creata una piattaforma per lo sviluppo del Minirugby in Ticino di cui il blog minirugbyinticino è il mezzo comunicativo principale. Se sei un portatore sano di filosofia sportiva in età infantile e giovanile e vuoi sostenere le nostre iniziative chiama lo 0797926579 (Tiziano) o scrivi a tuttineriticino@gmail.com ci aiuterai a far crescere una disciplina sportiva che merita di essere valorizzata e sviluppata in Ticino!!

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