VOLERSI BENE …SENTIRSI BENE

Un breve viaggio nella terra di mezzo delle aspettative di bimbi e genitori…

mondorQuesto articolo è un promemoria per noi, genitori ed educatori, baluardi (va beh!!) coraggiosi. Chiamati ad affrontare (ma non ne abbiamo già abbastanza da soli?) le incertezze (talvolta vere e proprie tempeste) dei nostri bambini e ragazzi.

Con loro ci avventuriamo su percorsi conosciuti oppure nuovi, lungo i quali ci lasciamo guidare, assecondando le reciproche aspirazioni.

Poi c’è la Terra di Mezzo… classica, popolata dai bambini che non riflettono le aspirazioni dei loro adulti di riferimento.

Se pensiamo allo sport, …essi vengono osservati e giudicati per quanto sono vincenti, coordinati, volitivi, coraggiosi, aggressivi, felici, altruisti, generosi, collaborativi, leader o… invece l’opposto.

Poichè è impossibile riflettere ogni apettativa positiva, in genere la situazione è un MIX.

Nella vita o nello sport appunto, gli Educatori/Genitori sono quindi chiamati ad “allenare”; a migliorare ciò che viene ritenuto centrale, secondo loro (e non è detto che sia davvero così e in quel preciso momento).

C’è, ancora, una terra di mezzo, quella popolata dai bambini che non riflettono, ciò che essi stessi vorrebbero essere

e qui le cose si complicano, soprattutto se non parliamo di adolescenti, dove ci aspettiamo queste situazioni, ma di bambini di 4 – 7aa. Senza fare inutile psicologia voglio solo arrivare a sottolineare un comportamento che si presenta con una certa frequenza e, sperando di non essere banale, a suggerire una via che in tanti casi è la soluzione adeguata.

Quando al bambino si richiede una prestazione “sportiva” in contrasto con la propria natura o carattere… accade che si arrivi a una reazione di rifiuto e ribellione. Si può allora tentare la via della persuasione-costrizione per un po’. Se le cose non si modificano si sceglie comunque quello che alla fine fa sentire meglio il bambino.

Talvolta però è più complicato,

È il caso del BAMBINO CHE VORREBBE ESSERE DIVERSO! perchè aderisce sinceramente alle aspettative di un aduto e/o a un suo immaginario, MA NON CE LA FA.

Vede altri compagni più bravi e lo “sport” è un campo di prova impietoso.  Alcuni bambini, si giudicano troppo severamente, mortificandosi, e abbandonano o sono tentati di farlo.

In questa situazione si può essere portati ad assecondare la sua voglia di lasciare perchè il piccolo è in evidente difficoltà. È importante tuttavia, secondo me, scegliere la via del “patto con se stessi”.

Il bambino deve SAPERSI CONCEDERE TEMPO*, tempo per crescere, tempo per migliorare, tempo per riuscire.

Questa formula è difficile per lui da realizzare e sono gli adulti che devono dare ritmo all’attesa. Per questo, far capire al bambino (e al genitore) che l’EDUCATORE ASPETTA è fondamentale e, quando il bambino migliora, evidenziare l’evento in positivo.

Ma soprattutto e a corollario di questo enunciato…

Il bambino deve IMPARARE A SENTIRSI SODDISFATTO! Chi nega i risultati positivi già raggiunti, si spinge o viene spinto sempre a migliorare, sarà un individuo costantemente frustrato, anzi AUTOFRUSTRATO che è peggio.

Il MANTRA del bambino che fa sport e si diverte è VOLERSI BENE – SENTIRSI BENE.

*= va sottolineato che concedersi tempo non è un atteggiamento passivo, semplicemente un lasciar passare il tempo ma, piuttosto, darsi del tempo in maniera attiva, rendendo consapevole il bambino attraverso atti conseguenti che l’impegno, il lavoro e l’esercizio ripetuti e protratti portano a risultati migliorativi.

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Autore: Tiziano Galli

Ex - Giocatore di Rugby. Nel 2008 è co-fondatore del Rugby Club Castori Lugano. Dal 2010 al 2015 cura il settore giovanile del Rugby Lugano - LNA dove ricopre il ruolo di Dirigente/Vicepresidente. Presidente in carica dell'Associazione Rugby Svizzera Italiana. Nel 2015 fonda un centro RugbyTots per il Ticino (www.rugbytots.ch) con cui intraprende un programma di sviluppo del Rugby nei vari distretti Ticinesi. Dal Feb 2015 circa 500 bimbi e bimbe dai 2 ai 7 anni vengono coinvolti in corsi di motricità con la palla ovale. Con il Progetto Tutti Neri Ticino (vincitore Sanitas Challenge 2016-fase regionale) e l'Associazione omonima si è creata una piattaforma per lo sviluppo del Minirugby in Ticino di cui il blog minirugbyinticino è il mezzo comunicativo principale. Se sei un portatore sano di filosofia sportiva in età infantile e giovanile e vuoi sostenere le nostre iniziative chiama lo 0797926579 (Tiziano) o scrivi a tuttineriticino@gmail.com ci aiuterai a far crescere una disciplina sportiva che merita di essere valorizzata e sviluppata in Ticino!!

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