Lez 15: Area dei 22 metri

Che significato ha l’Area dei 22 nel gioco giocato?

In un campo da Rugby, subito dopo quella di meta, per importanza viene proprio “l’Area dei 22 metri”. Essa è delimitata dalle linee laterali di touch, dalla linea di meta (che tuttavia fa parte dell’area di meta) e dalla linea, appunto, dei 22 metri.

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Cominciamo con il dire che PSICOLOGICAMENTE “entrare nei 22 metri” avversari significa … Leggi tutto “Lez 15: Area dei 22 metri”

Lez 6: Il passaggio

Nel rugby, passare la palla all’indietro con le mani è davvero l’unica cosa giusta da fare?

La regola più RIDONDANTE  del Rugby e insieme, la più INGANNEVOLE è che:

Il PASSAGGIO DELLA PALLA OVALE con le mani, nel gioco del Rugby è fatto ALL‘INDIETRO.

La ridondanza con cui il passaggio all’indietro va applicato e ricordato nell’insegnare il rugby è incessante. Tutto quello che si fa durante il gioco, con la palla in mano, dipende da questa piccola/grande regola che condiziona tutto il movimento.

Possiamo riconoscere un andamento  Leggi tutto “Lez 6: Il passaggio”

Lez 14: The fox

Come l’Italia ha messo in crisi i maestri inglesi nel 6 nazioni 2017 grazie alla tecnica ribattezzata “The Fox”

Quello che è successo durante l’ultimo match del 6 nazioni fra Italia e Inghilterra merita una lezione di chiarimento.

Bisogna partire dalla lezione 9 sulla RUCK del nostro “corso” per poter riconoscere le caratteristiche della strategia messa in atto dall’Italia e battezzata con il nome di The Fox (la volpe) secondo una definizione dello stesso Conor O’ Shea (il Tecnico Azzurro).

Si è trattato della enfasi di un piccolo “BACO” del regolamento, come si potrebbe dire in termini informatici. Una interpretazione, condivisa a livello arbitrale, che ha mischiato le carte in tavola agli inglesi, bloccandogli ogni iniziativa e strategia di gioco tradizionali sulla gestione del RUCK. Leggi tutto “Lez 14: The fox”

Lez 13: La Mischia Ordinata

Quali sono le caratteristiche della Mischia Chiusa, rispetto a quella aperta. Cosa sono le ripartenze e le fasi statiche del gioco ?

La Mischia Ordinata è probabilmente, insieme al Placcaggio e al Touch, la figura di gioco più caratteristica del Rugby a XV.

Si tratta della formazione standard a “RAGNO” che si distingue dalla Mischia Aperta, come è chiamato tecnicamente il RUCK per enfatizzarne la liberta di movimento del pallone e degli uomini in piedi su quest’ultimo. Leggi tutto “Lez 13: La Mischia Ordinata”

Lez 12: La Squadra

Quante tipologie di Rugby Esistono? Ognuna di essa prevede squadre di uguale numerosità? e il Rugby a XV come è formata?

Ogni tipologia di Rugby prevede squadre di diversa numerosità. Per completezza, senza addentrarci nelle diverse specifiche di palloni e dimensioni di campo diciamo che:

Il Touch Rugby prevede 6 giocatori in campo; il TAG Rugby ha 7 giocatori in campo; Il Rugby 7’s (o Rugby Seven) ha anch’esso 7 Giocatori in campo; Il Rugby a 10 ha 10 Giocatori in campo; Il Rugby a 13 (o Rugby League) ha 13 Giocatori in campo mentre per ultimo, quello di cui parliamo su questo blog, il Rugby a XV (o Rugby Union) è giocato da 15 giocatori e rappresenta lo sport di squadra con il più alto numero di atleti in campo.

Parlando di Minirugby, in fondo alla scheda troverete una tabella che vale per le categorie U6-U8-U10-U12-U14 in Italia.

Dalla U16 in avanti Leggi tutto “Lez 12: La Squadra”

Lez 11: Il Maul

Il Maul e il Ruck per cosa si differenziano? scopriamolo in questo articolo

DEFINIZIONI
Un maul inizia quando un giocatore, portatore del pallone, è trattenuto da uno
o più avversari con uno o più suoi compagni di squadra legati a lui. Pertanto,
quando inizia, un maul consiste in un minimo di tre giocatori, tutti sui loro piedi; il
portatore del pallone più un giocatore per ogni squadra. Tutti i giocatori coinvolti
devono essere inglobati o legati al maul e devono essere sui propri piedi e
muoversi verso una linea di meta. Il gioco aperto si è concluso

Anche in questo caso cominciamo con la definizione ed ecco la carta esplicativa: Leggi tutto “Lez 11: Il Maul”

Lez 10: Il Ruck

Cosa è il Ruck? per cosa si differenzia dalle altre fasi di gioco? posso prendere la palla quando il Ruck è formato?

DEFINIZIONE: Il RUCK è una fase di gioco dove uno o più giocatori di ciascuna squadra sono sui loro piedi, a contatto fisico tra loro, sopra il pallone a terra. Il gioco aperto si è concluso. I giocatori effettuano il RUCKING quando sono in un ruck e utilizzano i piedi per cercare di conquistare o mantenere il possesso del pallone, senza commettere falli d’antigioco (Fonte: Regolamento di Gioco F.I.R. 2016)

La spiegazione è articolata e impegnativa ma … non disperiamo.

Intanto ecco qui di seguito la carta corrispondente: Leggi tutto “Lez 10: Il Ruck”

Lez 9: Placcaggio 3 – Gioco

Come si sviluppa e si trasforma il gioco attorno al placcaggio e cosa è un punto d’incontro?

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Abbiamo visto finora come si esegue il “placcaggio perfetto” e quali sono le regole per non incorrere nelle ire arbitrali durante l’esecuzione del placcaggio (rotolare via e lasciare la palla).

Tuttavia, poichè il gioco attorno al placcato e placcatore è continuo, possiamo immaginarci quanti giocatori, nelle loro vicinanze, vogliano impossessarsi “violentemente” del pallone per proseguire l’azione e andare a meta. L’area del placcaggio, in questo modo, è ad altissimo rischio di trasformazione in un “PUNTO D’INCONTRO e in particolare di UN RUCK (vedi lez 10). Il gioco in quest’area è concitato e pieno di confusione…

Quindi nel punto di placcaggio possono succedere principalmente 3 cose: Leggi tutto “Lez 9: Placcaggio 3 – Gioco”

Lez 8: Placcaggio 2 – Dinamica

Come si esegue un placcaggio? come si svolge la dinamica del placcaggio secondo il regolamento?

NEGLI ANNI ’80, quando giocavo a rugby, il gioco era molto più statico. Il placcaggio a quei tempi era un gesto a sé stante, plastico e autoreferenziale. Chi lo eseguiva si attardava e inchiodava a terra il portatore di palla tenendogli le gambe. Il placcato a sua volta, resisteva a terra e spesso sequestrava il pallone senza mollarlo a nessuno.

Il raggruppamento che subito si formava era un’ammucchiata felice, tipo Asterix e i Galli qui sotto.

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OGGI il regolamento obbliga a velocizzare al massimo il gioco e a ridurre i tempi di immobilizzo per cui il placcaggio è la fiera dei TARANTOLATI… Il placcatore, Leggi tutto “Lez 8: Placcaggio 2 – Dinamica”

Lez 7: Il Placcaggio 1 – Tecnica

La tecnica del placcaggio, chi può essere placcato? come si atterra un avvesraio?

Lasciamo adesso la progressione logica degli argomenti che avrebbe suggerito di trattare “l’Area dei 22 metri”, per passare a parlare del gesto che a livello di tecnica individuale più di altri rappresenta il rugby nell’immaginario collettivo e con cui avrai sempre a che fare.

Dovrai usarlo per fermare l’avversario con la palla (solo lui) e dovrai saperlo eseguire alla  perfezione. Se saprai farlo avrai molto onore e se lo sbaglierai permettendo al tuo avversario di andare in meta … molto disonore!

Il Placcaggio è il gesto tecnico che permette a un giocatore (difensore) di atterrare il portatore di palla (attaccante) con l’uso delle braccia, stringendolo alle gambe per farlo cadere a terra. Nel rugby è VIETATO PLACCARE CHI NON HA LA PALLA.

Cominciamo con questo semplice filmato.

L’importanza del placcaggio è dunque immensa nel rugby e ha conseguenze importantissime sul gioco. Un placcaggio riuscito determina l’arresto dell’azione di attacco e può essere alla base di un cambio di fronte (Turn Over) con la ripartenza del gioco a favore della squadra in difesa. Può essere un gesto risolutivo per impedire una meta oppure intimidatorio su un avversario e su tutta la sua squadra.

Il placcaggio può essere fatto frontalmente, lateralmente, da dietro. Non ha bisogno di forza ma di tecnica. Per questo un uomo piccolo può agevolmente atterrare un uomo di peso e dimensioni molto maggiori. … “più sono grossi, più fanno rumore quando li batti a terra” (anonimo)

Per un placcaggio di qualità sono fondamentali:

  • Posizione bassa del corpo (gambe e ginocchia piegate a 90° e braccia larghe e aperte e pronte a stringere per prendere l’attaccante: ciò predispone all’entrata in contatto con le gambe del portatore, e fermare la sua corsa
  • Velocità di corsa e realizzativa: il placcaggio non si fa, tendenzialmente da fermo ma in corsa (in movimento). questo per “sostenere” il gesto del placcaggio che si traduce in aggressività, necessaria per intercettare; prendere l’avversario e guidarlo a terra
  • Appoggio della spalla del placcatore “nell’avversario”: che permette di avere un fulcro su cui fare leva per atterrarlo
  • La chiusura delle braccia attorno alle gambe e richiamo delle stesse : per bloccare il movimento delle gambe dell’attaccante per farlo cadere a terra.

In tutto questo bisogna essere rapidi esecutori e cercare di eseguire placcaggi cosiddetti “vincenti” ovvero in grado di catturare l’avversario e “spingerlo indietro” o spostarlo dal suo asse di corsa.

Tutto questo si apprezza in una buona esecuzione e fa dire a tutto il pubblico “WOW”.  Un placcaggio “duro” e ben eseguito condiziona molto chi lo subisce, già solo 2 placcaggi ben assestati “annichiliscono” l’avversario diretto. Tanti placcaggi di squadra “annientano” la forza di volontà degli avversari e lo costringono a cambiare strategia di gioco o addirittura lo rendono inoffensivo. Per i bambini valgono alcuni concetti semplici inizialmente ….

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Va detto che un placcaggio riuscito ha conseguenze molto interessanti sull’azione di attacco in atto.

Le vedremo nelle prossime carte placcaggio

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