Campionite e Sport giovanile, qualche considerazione…

Vivere l’esperienza sportiva senza stress é fondamentale.

Mi piace parlare di “Campionite”. Un termine che non esiste nel vocabolario italiano ma che rende l’idea. Potremmo definirlo come l’atteggiamento malato di allenatori e/o genitori che finisce per esercitare pressioni psicologiche indebite, in grado di avvelenare la vita (sportiva e non) dei ragazzi/e.

E’ un contesto malato in cui si sviluppano disagi e abbandoni prematuri dello sport perché ci si sente costretti, infelici e inadeguati. Beninteso, é difficile arrivare a livelli di eccellenza senza un certo grado di coercizione, una ferrea disciplina e una tensione costante al miglioramento e al risultato.

Tutto, però, deve poter procedere per gradi, in caso ci siano atleti con caratteristiche adeguate e, peraltro, non é scritto da nessuna parte che ci si debba infilare in un labirinto di stress.

Credo che sia sbagliato…

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Impegno, Perseveranza, Tenacia sono il regalo prezioso dello sport…

Il Minirugby é divertimento, agonismo, responsabilità e carattere.

Diventare campioni è un traguardo raggiunto da pochi sportivi d’élite, al prezzo di grandi sacrifici, tante sconfitte, percorsi tortuosi, lunghi, spesso costellati da infortuni.

Il percorso per l’alto livello é fatto di impegno profondo, dedizione incessante. E tuttavia lo stesso approccio vale per raggiungere i grandi risultati di una vita; nel lavoro, nella famiglia, con i figli.

Specchi in cui si riflettono e riconoscono le persone adulte.

Considerando l’impegno, la perseveranza e la tenacia richiesti ai ragazzi per il raggiungimento di risultati e performance adeguate, lo sport …

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Svegliamoci e opponiamoci..ora! …indossando lenti a colori!

In periodi di “risacca” la spinta e l’esempio devono venire dagli adulti.

TNT U10 – Torneo Vacallo 3/4/22

Svegliarci da cosa… opporci a cosa direte voi? …

…all’apatia, alla fatica dell’uscire di casa, all’inerzia dello spingere noi e i nostri figli a muoversi, a incontrarsi a urlare e discutere, a metterci insieme, fianco a fianco e lottare contro una realtà che suggerisce il contrario.

Sembra tutto tornato come nel 2019 ma…

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Il Big Bang, l’imprinting e un primo allenatore

Essere il “Primo allenatore” può significare essere il più importante, il principale, l’Head Coach. Oppure, più semplicemente, essere colui che determina un destino, fa da pietra focaia al fuoco della passione sportiva del bambino o della bambina.

Questa “opportunità” mi fa sempre intravvedere un potenziale in ogni ragazzo o ragazza e giustifica ogni allenamento sportivo o lezione di motricità.

Il mio primo contatto con i bambini, avviene spesso fra i 2 e i 5aa. Questo mi mette in cima alla “catena alimentare” dello sviluppo motorio (ed educativo) dei piccoli. L’imprinting che cerco di trasmettere é…

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TNT … il significato di un torneo di Minirugby

Voglio compiere un esercizio di sintesi sui diversi significati che attribuisco all’evento del 3 Aprile a Vacallo.

Il primo torneo é un “primo bacio” che non si scorda facilmente. Non lo scorderanno alcuni genitori, lo ricorderanno a lungo molti ragazzi. Per alcuni di loro é stato il luogo e il giorno in cui hanno visto accadere cose importanti; la prima meta, rocambolesca e sorprendente, ottenuta fortunosamente o con determinazione.

Vedere i ragazzi nel campo di gioco, per un papà o una mamma, é sempre un’emozione e un grande divertimento. Davanti ai loro occhi, si svelano pregi e difetti dei loro ragazzi… non é sempre piacevole, d’accordo, e non bisogna farne un giudizio universale, ma le interazioni sul campo hanno un grande significato e sono sempre da interpretare come un percorso…

Lo sport, lo sappiamo, é una metafora della vita ed é in fase agonistica che i ragazzi affrontano il caos e l’incertezza, cercano di raggiungere gli obiettivi, individuale e di gruppo. E’ durante una gara che si creano i piccoli episodi che li legano alle emozioni. Le positive, sono quelle che rimangono, e che si ricercano nei tornei successivi, quando il gioco cresce.

Il nostro compito di allenatori, genitori e persone di riferimento, é volgere tutto in positivo. Rischiando anche un po’ per l’ansia da prestazione nei ragazzi che tuttavia, dopo la partita, si risolve in una grande soddisfazione.

Il torneo, lo so per certo, é stato per alcuni, il motivo che li farà continuare con il rugby ancora un po’ e forse per un bel po’…

Detto tutto questo, e altro ancora, un torneo non é solo gioco ma é soprattutto socialità. La realizzazione di un’idea nata mesi prima, dalla consapevolezza che senza una prova di gruppo non c’é gruppo, che nel fare la pasta, le salamelle e spillare la birra si ottiene lo scopo di sentirsi coinvolti, utili e meritevoli di una gratitudine disinteressata. La voglia di mostrare la bravura e l’identità di gruppo, agli altri, alla Federazione, al Comune, alla Popolazione.

Mai come in questo periodo storico abbiamo sofferto dell’isolamento e della difficoltà sociale. Noi e i nostri ragazzi/e abbiamo bisogno di ridere e di impegnarci in cose che vadano oltre lo studio e il lavoro, importanti per carità, ma non sufficienti a farci sentire realizzati.

Un luogo e un gruppo dove poter esprimere, insieme ad altri, la propria libertà sono parte del significato di quanto successo. Mi fermo qui, ma la mia personale gratitudine e soddisfazione per quello che noi di TNT , insieme, abbiamo realizzato é fortissima.

Quindi VIVA il torneo e grazie a tutti.

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